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Associazione culturale Archès

“SEMIOTIC DESIRE” TORRE VADO RASSEGNA ARTE 2025

Torre Vado – Sala Polivalente del Comune di Morciano di Leuca – Agosto 2025

E’ per noi un piacere avere l’opportunità di presentare in anteprima, presso la Sala Polivalente del Comune di Morciano di Leuca, la nuova opera “Semiotic Desire” dell’artista Alex Papavassiliou. Il dipinto si inserisce all’interno del ciclo “Semiotic Turn”, una collezione dedicata al nuovo modo di vedere l’esistenza umana svelato dalla Semiotica, lo studio dei segni, in omaggio ai protagonisti della “svolta semiotica” Ferdinand de Saussure, Algirdas Julien Greimas, Charles Sanders Peirce, Umberto Eco, Roland Barthes e Bruno Latour. Il dipinto richiama ad una riflessione sulla differenza tra “bisogno” e “desiderio” e sul nostro incessante movimento verso ciò che non si conosce e al contempo di cui si sente la mancanza: l’Altro. È il riconoscimento che il desiderio prende forma solo attraverso il linguaggio, i segni e l’apertura all’esterno.

Lo sguardo semiotico, rappresentato dall’artista con i tre occhi, è alla base della nuova prospettiva di comprensione del reale, che richiede una osservazione contemporanea del passato, del presente e del futuro. Questa tripartizione permette di comprendere come i segni non solo esistano in un determinato momento, ma come costituiscano dei “ponti”, dei rimandi a significati precedenti e futuri.

Le altre opere presenti in mostra Sirena LeucàsiaZis Batas – Zeus dei MessapiVenere Semiotica – Venere di ParabitaOliphanti Sinestici esprimono il forte legame e passione dell’artista con il Salento e le sue origini.

Torre Vado – Sala Polivalente del Comune di Morciano di Leuca – Agosto 2025

INTERVISTA AD ALEX PAPAVASSILIOU A CURA DI MARCO CAVALERA PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE ARCHES

  1. La semiotica assume nella Sua arte un ruolo fondamentale. Ce ne parli.
    R. La semiotica, lo studio dei segni, sta rivoluzionando i modelli di comprensione e sviluppo della comunicazione umana. Qualunque segno lasciato dall’uomo, o che l’uomo lascerà, non è creato per sé, ma per gli altri, per relazionarsi con gli altri. Questo rende i segni fondamentali per la comunicazione tra esseri umani e per la vita sociale. Ogni categoria di segno studiata dalla semiotica – testo scritto, composizione musicale, dipinto, scultura, fotografia, filmato, oggetto di design o edificio architettonico – genera contemporaneamente informazioni ed emozioni, costituendo la struttura completa della comunicazione umana e comprendendo, sia la sfera razionale, sia quella emotiva. Questo processo è alla base della filogenesi, l’evoluzione della specie.
    Ogni segno possiede una magia intrinseca, poiché crea un ponte temporale: è qualcosa che esiste nel presente ma rimanda a qualcosa che non è presente (aliquid stat pro aliquo). Una nota su un foglio di carta richiama il suono di uno strumento che ha suonato o che suonerà. Il segno “attraversa il tempo”; lo sguardo semiotico deve utilizzare tre occhi: uno per guardare il presente, dove risiede il segno, e due per guardare simultaneamente il passato e il futuro, dimensioni a cui il segno rimanda.
    “Semiotic Turn” è una serie di opere dedicate ai principali protagonisti della “svolta semiotica”, tra cui Ferdinand de Saussure, Algirdas Julien Greimas, Charles Sanders Peirce, Umberto Eco, Roland Barthes e Bruno Latour. Questi studiosi, in modalità e contesti differenti, hanno individuato e rivelato una convergenza nei processi di comprensione e significazione in letteratura, poesia, musica, pittura, fotografia, cinema e design.Al centro c’è sempre l’uomo e il suo “spazio mentale”, l’unica dimensione in cui esiste l’emozione. Qui, il significante domina sul significato, l’ottuso prende il sopravvento sull’ovvio, l’universale vince sul particolare, e la felicità e la realizzazione non hanno limiti. In questo spazio, la sinestesia amplifica la percezione di ambiti sensoriali differenti, rendendo l’esperienza umana ancora più ricca e complessa.
  2. Che cosa l’ha spinta ad esporre le opere presso gli spazi espositivi della rassegna Arte a Torre Vado?
    R. Sono rimasto affascinato dal “viaggio nel tempo” che mi ha fatto vivere l’associazione culturale Archès, con una guida d’eccezione per scoprire i siti archeologici paleolitici e messapici, i complessi monumentali e alcune unicità naturali sconosciute del territorio salentino. Ho accolto con entusiasmo la proposta di esporre alcune opere a Torre Vado anche per le mie radici greche, che sono fortemente presenti nella cultura nelle tradizioni e nella lingua salentina. Tutti noi abbiamo una parte considerevole delle nostre radici greca e bizantina, risultato di una contaminazione e fusione prolungata con la popolazione locale. Questa alterità vive in noi, rappresentando un’eredità da ricordare per i suoi aspetti sia positivi sia negativi, ma in ogni caso sicuramente presente.
  3. In occasione dell’esposizione a Torre Vado verrà presentata l’opera inedita “Semiotic Desire”. Perché un’opera ispirata alla differenza tra bisogno e desiderio, alla psicanalisi di Freud e Lacan?
    R. Esiste un parallelo tra la Semiotica e la Psicanalisi. Entrambe utilizzano la stessa “cassetta degli attrezzi” che è la comunicazione umana, nelle sue varie forme, anche se per scopi diversi.
    Freud, Lacan e Levinas hanno di fatto dato molta rilevanza alla differenza tra il “Bisogno” (che tende al possesso alla chiusura su se stessi) e il “desiderio” (che tende all’apertura). “Semiotic Desire” è un dipinto del ciclo Semiotic Turn, in cui il desiderio è rappresentato come un corpo aperto, attraversato da segni, suoni, linguaggi. L’opera non raffigura il bisogno: lo lascia fuori campo, come ciò che il desiderio supera e rifiuta. Qui non c’è chiusura né soddisfazione: c’è solo movimento verso, tensione, apertura all’alterità. Il corpo non si chiude in una forma definita, ma si estende nello spazio attraverso strumenti musicali che costituiscono il corpo stesso: come se il desiderio si suonasse. I capelli della figura, lunghi e fluttuanti, si dispiegano come un pentagramma vivente, attraversati da note musicali che prendono il volo. Le note si staccano dalla partitura e si trasformano progressivamente in uccelli che si librano verso l’alto, verso un cielo che non si vede, ma si intuisce. Intorno alla figura fluttuano finestre, simboli antichi e moderni della separazione tra interno ed esterno, tra prima e il dopo, separati da un vetro di invisibile presente. Tutto è in movimento, tutto tende verso l’Altro. Nulla è chiuso. Non c’è rappresentazione esplicita del “bisogno”, ma il suo spettro aleggia, come un’assenza: ciò che il desiderio eccede, rifiuta, trascende. Il bisogno chiude, soddisfa, spegne. Il desiderio, invece, è apertura infinita, è il linguaggio che cerca senso nell’Altro, è la relazione mai risolta, mai colmata. Se il bisogno appartiene all’ordine della natura, il desiderio appartiene all’ordine della cultura, del simbolico, dell’etico. Semiotic Desire è un’opera sul movimento incessante verso ciò che non si conosce e al contempo di cui si sente la mancanza: l’Altro. È il riconoscimento che il desiderio prende forma solo attraverso il linguaggio, i segni, l’apertura all’esterno. L’opera è in omaggio al poeta Greco Ghiannis Ritsos “La finestra”, in Quarta dimensione: <La finestra indica spazio interiore aperto su un universo mite e conosciuto eppure sempre dicente, alludente, mostrante. E’ una macchina da presa che ci mostra, con il suo occhio, il lento scorrere sulle ere del mito riportandocelo con i suoi riti impassibili.>
  4. Ci parli della precedente mostra “Metabole” che si è tenuta presso questo spazio nel 2024.
    R. “Metabole” è un termine di origine greca che si riferisce al concetto di mutamento. E’ un concetto poliedrico che trova applicazione in numerosi campi del sapere umano e rappresenta l’idea fondamentale del cambiamento, del passaggio da uno stato all’altro e della variazione in diversi contesti. La comprensione di questo termine può offrire una prospettiva più ricca e approfondita su come percepiamo e interpretiamo i mutamenti nella natura, nella cultura e nella società. Attraverso questa esposizione viene proposta una esplorazione delle radici storiche e culturali, utilizzando il simbolismo e la metafora per connettere il presente con il passato e il futuro. E’ una proposta di cambiamento del modo di comprendere il reale, attivando lo “sguardo semiotico” per andare oltre la superficie del significato, scavando nel significante.
  5. Suo padre Petros è stato un importante artista surrealista. Quale tra gli insegnamenti che Le ha impartito ha più a cuore?
  6. Solo pochi hanno la fortuna di crescere con un padre artista, un maestro che sin dall’infanzia ti trasmette la passione per l’arte. Attraverso lui, entri nel mondo dell’arte respirando l’essenza degli olii, comprendendo la potenza del segno e dei colori e la loro capacità di penetrare nei recessi della mente umana, facendo vibrare le corde dei sentimenti più profondi. Il surrealismo si rivela così un potente strumento di indagine della realtà nelle sue dimensioni più intime, subconsce e atemporali. Tra gli insegnamenti preziosi che ho ricevuto, c’è una frase che risuona nel mio cuore: “Un’opera d’arte diventa autentica quando, vedendola, ciò che sei evolve. Se sei in uno stato X, diventi X+1”. Questo significa che osservando un’opera d’arte, dovrebbe aggiungere qualcosa alla tua esperienza, cambiarti in qualche modo. Come affermava lo scrittore greco Nikos Kazantzakis, l’uomo ha tre doveri primari: percepire dentro di sé tutta la storia dei propri antenati, contribuire con qualcosa di nuovo e ispirare il proprio figlio a superarlo. Un’opera d’arte non può limitarsi a esistere per sé stessa; deve essere in grado di aggiungere qualcosa al suo spettatore.